Tratta 28: Sanremo - Ventimiglia

Tabella dati per tratta

Lunghezza complessiva

26,9km 

Tempo di percorrenza 10 h
Dislivello in salita 1070 m
Dislivello in discesa  1081 m
Percentuale sentiero su fondo naturale  36.8 %
Percentuale sentiero su asfalto  63 %
Percentuale sentiero su fondo selciato o lastricato 0.2%

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Descrizione generale della tratta

La tratta che collega Sanremo a Ventimiglia percorre sentieri e vie che passano alti sui centri abitati. Arrivati dopo una prima salita all’abitato di Coldirodi si è già in un’altra atmosfera con ritmi di vita diversi. Si prosegue per vie secondarie tra le numerose serre della riviera dei fiori sin ad immergersi nella natura del SIC di Monte Nero. Si gode di ampie vedute sul mare e sulla costa, immersi nella natura che accompagna il camminatore sino a giungere a Seborga. Da qui il percorso ridiscende attraversando l’abitato di Vallebona e San Biagio della Cima. Si raggiungono infine Vallecrosia e Ventimiglia, il lungomare, per un meritato bagno.

Breve descrizione dei punti di interesse storico culturali

Santuario delle Porrine

Il Santuario prende il nome dall’omonimo rio e anche da una varietà di fiori della famiglia delle gigliacee, le porrine appunto. La costruzione è successiva al 1594 quando un'incursione corsara depredò le terre circostanti, a seguito della quale la Repubblica di Genova decise di edificare un torrione di avvistamento mentre la comunità si adoperò per l'edificazione di un luogo di culto.

 

Area archeologica di Nervia

L'area archeologica consiste nella presenza della città romana riconosciuta dalle mura, dall’incrocio di assi stradali, dai resti di case e da altri edifici pubblici, tra cui il teatro in una sequenza cronologica compresa tra il II sec. a.C. e l’età tardo antica-altomedievale. Fa parte del percorso museale l’edificio ubicato su Corso Genova, di fronte al teatro, che costituisce il punto di accoglienza e di introduzione alla visita dell’area archeologica. 

Breve descrizione delle principali aree naturali di interesse

SIC Monte Nero- Monte Bignone

Si tratta di un lungo crinale coperto per lo più da pinete a pino marittimo molto vulnerabili, sensibili a incendi e malattie. Agli inizi del XX secolo la zona era caratterizzata da boschi di leccio, rovere e roverella di elevato valore naturalistico. Sono presenti praterie localmente ricche di orchidee, pinete e lembi boschivi a leccio (Quercus ilex). Da evidenziare è lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e una delle due popolazioni italiane di Aira provincialis, graminacea al limite nord-orientale di distribuzione. 

 

SIC torrente Nervia e SIC Fiume Roya

Entrambi i Siti di Interesse Comunitario presentano il carattere comune di persistere in contesti a forte antropizzazione. Ciononostante rappresentano due aree di grande interesse per la frequentazione da parte di molti uccelli migratori in particolare acquatici tra cui il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), il tarabuso (Botaurus stellaris), il tarabusino (Ixobrychus minutus) e l'occhione (Burhinus oedicnemus), l'avocetta (Recurvirostra avosetta), l'airone rosso (Ardea purpurea), e l'occhione (Burhinus oedicnemus).