Tratta 13 variante 2: P.sso della Bocchetta - Acquasanta

Route 2.852.771 - powered by www.wandermap.net

Tabella dati per tratta

Lunghezza complessiva 24 km
Tempo di percorrenza 7 h 30'
Dislivello in salita 733 m
Dislivello in discesa 1348 m
Percentuale sentiero su fondo naturale  98 %
Percentuale sentiero su asfalto  2 %

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Descrizione generale della tratta

La Variante Alta del Sentiero Liguria della tappa 13 che da Genova porta ad Acquasanta è suddivisa, per la lunghezza del percorso, in due parti (V13-A e V13-B). La variante V13-B parte dal Passo della Bocchetta e segue l’Alta Via dei Monti Liguri in direzione ponente giungendo ai Piani di Praglia e al Monte Pennello. Da qui, abbandonata l’Alta Via, scende verso il centro termale di Acquasanta per ricongiungersi al percorso principale del Sentiero Liguria.


Breve descrizione di alcuni punti di interesse storico culturale

Le neviere del Gorzente

Le neviere erano costituite da buche a pianta circolare scavate nel terreno contornate da muri a secco, in cui , a partire dal 1600 fin verso i primi del 1900 , nel periodo invernale, veniva accumulata e pressata una grande quantità di neve. Successivamente tale accumulo veniva ricoperto con paglia e foglie . La parte sommatale era ricoperta da un tetto conico di paglia sorretto da assi di legno in modo da isolarlo il più possibile. Nel periodo estivo la neve ormai trasformata in ghiaccio era trasportata (esclusivamente di notte) a Genova per la conservazione dei cibi.

 

Casella di Monte Pennello

La casella è costituita da una struttura a forma troncoconica, con la sommità quasi a cupola, costruita in muratura a secco. L’ingresso è costituito da una piccola apertura; non sono presenti altri tipi di aperture e l’interno è completamente buio. La casella serviva come riparo temporaneo, legato soprattutto alla transumanza. La tipologia architettonica della casella trova affinità con altre strutture presenti in tutto il bacino del Mediterraneo, come i trulli pugliesi, le borìe della Provenza e della Linguadoca, le garnites di Minorca e le casite istriane, oltre che con le beehive houses inglesi e irlandesi. Sono inoltre abbastanza frequenti nelle campagne olivate e nelle zone a pascolo delle Valli del rio S. Lorenzo, in Val Prino, in Valle Impero e nel Golfo Dianese.

 

Santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta

Già in epoca romana Acquasanta era conosciuta grazie ad una fonte di acqua solforosa. Sulla rupe da cui sgorga la fonte fu costruito, su una sponda a ridosso del greto del torrente, un piccolo tempietto pagano, distrutto da antiche alluvioni; al suo posto fu poi ricostruita una piccola cappella cristiana, in cui si conserva una statua della Madonna che ancor oggi possiamo osservare. Il santuario è stato costruito tra il 1683 e il 1718, su un progetto iniziale probabilmente opera dell'architetto lombardo Carlo Muttone. Il santuario è croce latina con una sola navata. L'interno è stato affrescato da Giuseppe Canepa nel XVIII secolo e ripreso, nel 1911, da Rodolfo Gambini. Nella prima cappella della parte destra, dedicata all'Assunta, la tela sull'altare è opera del pittore Lazzaro Tavarone del 1616.

 

La cartiera Sbaraggia - Piccardo

Il percorso museale segue il viaggio che facevano gli stracci o i materiali da riciclare per diventare carta nuova. Le sale del museo sono le stanze dell’opificio, della cartiera. Ancor oggi, come se il tempo si fosse fermato, tutti i macchinari, gli utensili ed i reperti attendono il visitatore per raccontare la storia della produzione della carta e degli uomini che con tanta fatica, insieme a donne e bambini, la producevano. Tutto racconta quanto il cartaio abbia saputo, con il suo ingegno, utilizzare ciò che la natura metteva a sua disposizione. Il Mastro Cartaio illustrerà la visita con passione, entusiasmo e condurrà ogni visitatore fino a fargli realizzare un foglio di carta fatta a mano.

 

Le Terme di Genova - Acquasanta

Il complesso delle Terme di Acquasanta sorge sulla sponda sinistra del torrente Acquasanta. L'edificio termale ottocentesco costituisce un importante esempio di architettura neoclassica con una forte impronta genovese legata all'architettura di villa di derivazione alessiana.

Breve descrizione delle principali aree naturali di interesse

La Zona a Protezione Speciale del Beigua- Turchino- Pennello

La zona gravita su un esteso e articolato massiccio montuoso a ridosso dell'area costiera in cui è evidente il contrasto fra i versanti esposti verso il mare e quelli settentrionali. L'avifauna dell'area è molto ricca e diversificata, includendo oltre 155 specie, delle quali poco meno di 90 sono quelle nidificanti e 70 le svernanti (delle quali 58 sedentarie), mentre 55 sono migratrici di solo transito. L'area infatti si trova lungo le rotte migratorie di molte specie di uccelli; la fascia costiera tra Cogoleto e Voltri, e i valichi montani che la delimitano a nord, rappresenta un corridoio per il flusso migratorio primaverile di notevole importanza a livello nazionale, rappresentando in particolare un collo di bottiglia per molti veleggiatori: in particolare per i rapaci diurni e soprattutto il Biancone. Notevole anche la consistenza della migrazione primaverile del Falco pecchiaiolo.